Gratis il calcolo delle rate per
mutui.
Rata Mutuo a tasso fisso e
variabile I mutui e piani
di ammortamento si distinguono in prestiti a tasso fisso e a
tasso variabile. Con i mutui a tasso fisso, il cliente
corrisponde sempre lo stesso interesse alla banca per tutta la
durata del mutuo, mentre a tasso variabile pagherà in base
all'andamento mensile dei tassi di interesse.
Con il tasso fisso, il cliente guadagna
nello scenario opposto, se l'interesse dei prestiti sale al di
sopra di quello (invariato nel tempo) del proprio mutuo.
Con il tasso variabile sorge il rischio di arrivare ad una rata
sensibilmente più alta di quella iniziale se i tassi salgono, e
di compromettere la capacità di rimborso del cliente. A
parziale attenuazione di tale rischio di insolvenza, esistono
forme particolari di mutuo a tasso variabile:
mutuo con "interest cap", detti anche
mutui "capped rate", ossia un tasso variabile con una soglia
massima che comunque non può essere superata, per cui è nota da
subito la massima rata che il cliente può trovarsi a
pagare;
calcolo rata mutuo a tasso misto con
opzione: consente al cliente se scegliere di passare da tasso
fisso a variabile o viceversa, noto al momento della stipula
del contratto, a una cadenza di tempo prefissata (ogni 3, 5
anni, etc.). Ad ogni rinegoziazione sarà calcolato l'interesse
in base all'Euris o Euribor, se si passa al tasso fisso,
maggiorati di uno spread che è indicato nel
contratto;
mutui a tasso bilanciato: l'interesse è
una media pesata di tasso fisso e variabile (ossia Euris e
Euribor), secondo un mix deciso dal cliente (50-50%, 60-40%
etc.);
mutuo a rata fissa e durata variabile. Se
il tasso d'interesse diminuisce, il tempo di ripagamento sarà
più breve. In caso di aumento della quota interessi,
l'orizzonte temporale del mutuo cresce di
conseguenza;
rata mutui a tasso misto rinegoziabile
dopo un certo numero di anni.
Queste tipologie di mutuo possono essere denominate in valuta
nazionale oppure in valuta estera. Se il mutuo è erogato in
valuta estera, il richiedente riceve una somma in euro e dovrà
restituire un debito residuo calcolato in base al cambio fra le
due valute nel giorno dell'erogazione. L'ammontare di ogni rata
in valuta estera è noto in base al mutuo concordato, mentre
l'equivalente in euro è ricalcolato ogni mese in base al cambio
corrente con la valuta straniera. I cambi in valuta estera sono
soggetti al rischio di cambio, legato a una forte
volatilità.
Il cliente sceglie ammontare del
capitale, durata del mutuo e tasso fisso o variabile, e il
mutuatario calcola di conseguenza l'interesse da applicare.
Spesso, non si considera il rischio specifico d'investimento:
se le garanzie offerte dal cliente non sono sufficienti o sono
al di sotto della media per prestiti di analoga durata e
importo, è semplicemente negato l'accesso al
credito.
Il tasso, principale ma davvero non unica
condizione economica del contratto, non è in genere oggetto di
negoziato, ed è quindi tipicamente determinato dal mutuante; al
mutuatario resta la scelta, ove possibile, fra le varie offerte
del mercato, ma le differenze, spesso calcolabili in pochi
decimali di tasso annuo nominale, potrebbero essere di ardua
comparazione quando versate al tasso annuo effettivo globale;
da molte parti si è sostenuto che l'attuale regolamentazione
della materia non evita una marcata difficoltà di approccio da
parte dell'ordinario consumatore.
Tag: calcolo rata
mutuo
Spread, EurIRS, Euribor
Il tasso di interesse della rata del mutuo è generalmente
calcolato come somma di un indice di riferimento, dello spread
o percentuale di guadagno della banca e di un eventuale
maggiorazione-premio di rischio, legato alla singola persona
fisica o giuridica che richiede il prestito. Quindi, è l'EurIRS
o Euribor più lo 0.5-1% di spread per l'istituto di
credito.
La banca, in realtà, non guadagna solo sullo spread, ma, in
misura più rilevante, dalla differenza fra il tasso di sconto e
l'indice di riferimento. La banca "compra" dalla Banca centrale
il denaro al tasso di sconto e lo "rivende" a un interesse pari
all'EurIRS-Euribor (più spread).
Gli indici cui si applica uno spread non indicano quanto il
denaro costa alla banca, sono una media degli interessi pesata
sull'ammontare dei prestiti denominati in una certa valuta, e
quindi calcolati in un mercato di riferimento (quello europeo,
per la valuta euro).
In questo modo, si riducono le possibilità di arbitraggio e
speculazione sui tassi di interesse sulla rata mutuo. Tuttavia,
si crea un cartello bancario di fatto, dato che si applicano i
medesimi tassi a meno di uno spread, variabile da un istituto
all'altro.
La variabilità dello spread in percentuale sui tassi può
essere alta (1% di spread su 4% di tasso significa un 25%), ma
non quanto quella garantita da una vera concorrenza.
Essendo poi i mutui indicizzati all'EurIRS-Euribor e non al
tasso di sconto, non sono immediati gli effetti della politica
monetaria delle Banche Centrali. Una variazione del tasso di
sconto agli istituti di credito può tradursi con ritardo, o
proprio non dare seguito, a una variazione dei tassi di
mercato.
Tag: rata
mutuo
Fonte: http://www.wikipedia.it/
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